IL FATTO
I Clienti arrivano in studio portando con loro un avviso di accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate, il quale accertava:
"dopo aver effettuato un controllo della posizione fiscale relativa all'anno
2007, considerato che gli stessi risultavano dante causa nell'atto di
vendita di terreno non edificabile, rogato dal **********, con il quale è stato
venduto al prezzo determinato di € 75.000,00 un terreno sito ********* della
complessiva estensione catastale di are 57,33, a corpo e non a
misura, e detto
appezzamento è tipizzato come “Zona E1 per attività verde
agricolo”;
"Il predetto
Ufficio rilevava che, sempre nello stesso atto di vendita, la parte
venditrice ha dichiarato che quanto venduto gli è pervenuto in
virtù di atto di compravendita per notaio ******, in data ***** e che il
valore dichiarato è pari ad € 900,00";
"l'Ufficio
accertatore in considerazione di quanto sopra ha ritenuto che dal
raffronto tra il costo d'acquisto del terreno (€ 900,00),
rivalutato in base alla variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al
consumo, al netto delle imposte pagate, e il prezzo di vendita (€
75.000,00) risultante una plusvalenza di € 74.050,27 che, ai sensi
dell'art. 67 del DPR 917/86, lett. b), debba considerarsi reddito
tassabile ai fini dell'Irpef".
Pertanto, con tali avvisi di accertamento, l'Ufficio Controlli dell'Agenzia delle Entrate accertava a carico dei coniugi istanti, per l'anno
d'imposta 2007, ai sensi dell'art. 41 bis del DPR 29.09.1973, n°600,
un reddito pari ad € 37.025,00 derivante da plusvalenza per
cessione di terreno tipizzato come “Zona E1 per attività verde
agricolo” assoggettata a tassazione separata all'aliquota media
del 23%, inoltre si irrogavano le sanzioni amministrative ivi
previste.